Utilizziamo i cookie per personalizzare i contenuti e gli annunci, fornire le funzioni dei social media e analizzare il nostro traffico. Inoltre forniamo informazioni sul modo in cui utilizzi il nostro sito alle agenzie pubblicitarie, agli istituti che eseguono analisi dei dati web e ai social media nostri partner. Visualizza dettagli

1. CAMBIARE LA BATTERIA ALLO SKYSENSOR

Ogni 5 anni la batteria dello skysensor si esaurisce. La sostituzione va eseguita da tecnici specializzati in quanto la batteria non è di facile accesso.
Chi possiede dimestichezza con i circuiti elettronici non troverà sicuramente particolari problemi nella sostituzione. Ovviamente noi diamo solo dei consigli memori dell’esperienza già vissuta, e per questo ci dissociamo da qualsiasi responsabilità sulla sostituzione della batteria  dello skysensor.
Chi non se la sente di smontare il circuito dello skysensor dovrà spedirlo ai centri di assistenza, anche perché una volta aperto, la garanzia non coprirà più l’intervento.

 



Adesso vediamo come si procede:
Innanzi tutto bisogna scaricare le cariche elettrostatiche del nostro corpo toccando un punto di messa a terra come ad esempio un termosifone, poi procediamo a svitare 12 viti. Le prime 4 sono quelle che si vedono all’esterno ed aprono la borchia frontale dello skysensor. Altre 4 viti sono quelle che serrano la borchia posteriore e si trovano sulla scheda, verso il fondo. A questo punto ci sono da svitare le ultime 4 viti, quelle che serrano l’ultima scheda in fondo con il resto del circuito. Questa scheda è serrata con dei contatti, basterà spingere delicatamente per aprire. Attenzione,  la scheda è collegata con dei fili che anno comunque sufficiente ricchezza per girarla ed accedere poi alla batteria.
La batteria è simile ad una comune stilo, con la differenza che è a saldare e presenta una tensione di 3,6V.
Comunque è una batteria di un formato standard, e non abbiamo trovato nessuna difficoltà a trovarne una nuova da un negozio di elettronica delle stesse caratteristiche anche se di differente marca.
Una volta risaldata, procedere al montaggio delle viti a ritroso rispetto allo smontaggio.

 

2. MODIFICA AL NEWTON PER CCD AL PRIMO FUOCO

Brillante idea di Paolo Fagotti, il tubo ottico del suo secondo telescopio a rulli autocostruito e autoprogettato; tale modifica permette una flessibilità nell'uso dello strumento da non sottovalutare. 

Come si può vedere in figura per la ripresa CCD si evita la seconda riflessione di luce dovuta al secondario, risparmiando su una alluminatura standard il 12% del flusso luminoso proveniente dallo specchio primario, visto che gli specchi in generale non riflettono mai il 100% del flusso incidente.

Bisogna anche considerare che con questa soluzione tecnica non si "sacrifica" uno strumento o solo per uso visuale o solo per uso digitale, ma viene a crearsi un soddisfacente ibrido che al massimo può pregiudicare lievemente il visuale visto che il secondario non torna mai al suo posto come dovrebbe se collimato.
Le modifiche in dettaglio si possono osservare nelle foto sottostanti dove compaiono le due configurazioni: visuale e digitale.

Si noti che abbiamo alla base del secondario basculante un perno di fine corsa e due barre filettate che hanno il compito di bloccare lo specchio nelle due posizioni. Nelle immagini é possibile vedere anche il famoso "DADO PORTAFILTRI" attaccato alle razze prima del fuocheggiatore al primario e del CCD; informazioni su questa invenzione si possono trovare nella sezione dei portafiltri nella pagina AUTOCOSTRUZIONE.

 

 

                

 

3. COSTRUZIONE DELLA QUARTA CUPOLA DELL'OSSERVATORIO

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella seconda metà di gennaio 2004 è stata completata la quarta cupola dell'Osservatorio di Porziano al fine di ospitare il telescopio newton autocostruito da 50 cm. Realizzata in ferro e alluminio, è stata concepita con rotaia a scorrimento lineare  che libera tutta la visuale del telescopio facendo scorrere la tettoia.In un piano rialzato ed adiacente ai locali della cupola è stato prevista una stanza per ospitare il controllo remoto del telescopio e l'acquisizione immagini.Per l'isolamento del locale computer abbiamo utilizzato materiali plastici espansi e una ricopertura interna di legno, il pavimento è in cemento fatto con colata separata da quella del basamento che ospiterà il telescopio per ridurre al minimo eventuali vibrazioni.

 

4. COSTRUZIONE DI UN TELESCOPIO NEWTON DA MEZZO METRO

Questo telescopio è stato costruito da Marcello Scarponi ispirandosi alle montature "all'inglese", l'unica parte non autocostruita è lo specchio, che è stato comprato da un astrofilo che si diletta a parabolizzare specchi per i telescopi. L'elettronica utilizzata per muovere un simile telescopio non poteva che essere autocostruita, visto che le quasi totalità

dei GOTO per telescopi in commercio ha potenza sufficiente per piccoli medi strumenti, e che comunque hanno sempre prezzi eccessivamente alti come in tutti gli articoli di astronomia.Sono state previste due schede per motori passo passo alimentati a 40 Volt, una pulsantiera per  gli spostamenti manuali sia fini sia veloci, l'interfaccia con il computer con relativo software di controllo e tre potenti ventole per il raffreddamento forzato dei circuiti.

 

 

 

 

 

 

5. REFRIGERAZIONE & VENTILAZIONE CUPOLE ASTRONOMICHE

L'idea di poter raffreddare la cupola è nata un giorno che siamo andati all'Osservatorio di Porziano nel primo pomeriggio, in quest'occasione ci siamo accorti che essendo le cupole esposte al sole per tutto il giorno potevano arrivare ad accumulare un calore di punta di 47° centigradi all'aria (figuriamoci i metalli ....); infatti i telescopi scottavano, erano sicuramente 20° più caldi dell'aria proprio perché fatti di metallo.
Inizialmente abbiamo fatto due bocchettoni quadrati, uno nella parte inferiore ed uno nella parte superiore della cupola, per agevolare il flusso d'aria fredda entrante e quello d'aria calda uscente dall'alto per questioni di densità, successivamente, nonostante i benefici raggiunti (-7° gradi rispetto a prima), non ci siamo accontentati e abbiamo deciso di inventarci un sistema che non consumasse corrente ENEL, visto che all'Osservatorio di Porziano l'alimentazione è staccata quando non è in esercizio, ma che ci permettesse egualmente una bella ventilazione.
Bene, la situazione era questa: niente corrente elettrica, le cupole esposte tutto il giorno al sole; vi era la necessità di raffreddarle in maniera direttamente proporzionale alla radiazione solare.

Applicando al tetto della cupola un piccolo pannello fotovoltaico da 12 Volt nominali e 125 mA di corrente a pieno regime vi è energia sufficiente per poter alimentare una ventola di un alimentatore per computer che funziona proprio a 12 Volt assorbendo al massimo 125 mA.

 Qui a lato possiamo vedere la ventola applicata alla bocchetta superiore dove esce l'aria calda; la bocchetta è 20 x 20 centimetri e la ventola è quella dell'alimentatore di un normale computer ( 12 V 125 mA), può sembrare piccola, ma va rapportata al cubaggio della cupola, infatti essa deve solamente garantire un ricircolo d'aria affinché la temperatura tra la sera e la mattina non abbia uno sbalzo superiore ai 15° centigradi, quindi se la sera abbiamo d'estate 15° - 20° dobbiamo assicurarci di dimensionare l'impianto affinché di giorno non si superino i 35° centigradi: e tanto è stato il miglioramento, in queste giornate di luglio 2004 la cupola ha avuto picchi di 35° con un guadagno di -5° sulle prestazioni precedenti avute solo con i fori d'aerazione, per un guadagno totale di -12° tra cupola con bocchettoni e ventola e cupola completamente chiusa.

Sopra possiamo vedere il pannello utilizzato e il suo piccolo ingombro, il filo della corrente scende in cupola attraverso la finestra di chiusura; il pannello è stato opportunamente inclinato per i mesi estivi, qui sotto riportiamo una tabella inclinazione / mese per la latitudine dei 43°. (l'angolo d'inclinazione è rispetto alla perpendicolare).

Sono stati fatti diversi test su questo sistema, a pieno regime è capace di erogare sotto carico effettivamente 15 Volt per 122 mA, con l'abbassarsi dell'intensità del flusso solare il voltaggio si abbassa fino ad arrivare a 3 Volt in prossimità del tramonto; il meccanismo di funzionamento è ideale per questa applicazione, quando il flusso luminoso è massimo la ventola lavora a pieno regime girando molto velocemente, via via che il sole cala e quindi c'è bisogno di meno ricambio d'aria per abbassare la temperatura, la ventola gira con meno vigore.

MESE

INCLINAZIONE

GENNAIO

66°

FEBBRAIO

60° 

MARZO

50°

APRILE

38°

MAGGIO

28°

GIUGNO

21°

LUGLIO

20°

AGOSTO

25°

SETTEMBRE

35°

OTTOBRE

47°

NOVEMBRE

58°

DICEMBRE

65°

 

6. MIGLIORARE IL PUNTAMENTO IN PARALLELO

Spesso gran parte degli astrofili possiedono sistemi di puntamento con cannocchiale guida  con i semplici due anelli vedi fig. 1.  E’ un sistema semplice da realizzare rispetto ad altri sistemi di puntamento, ma pecca nell’esigua capacità di movimento. E’ chiaro che con grossi anelli il movimento è molto ampio, ma c’è il problema pratico di dover regolare le tre viti di un anello in alternanza con l’altro , che deve sorreggere il telescopio. Inoltre non si possono eseguire rapidi movimenti del tubo per il semplice motivo di non rischiare di piegare le tre viti che serrano il telescopio. Questo implica faticosi puntamenti e l’incapacità di visionare in modo chiaro e rapido tutta la capacità di campo inquadrato.

   

 

 

 

 

 

       

 

                                  Fig.1                                                                                       Fig. 2

Personalmente per il mio telescopio ho escogitato un anello supplementare per migliorare questo sistema di puntamento, vedi fig.2.

Questo terzo anello sarà  serrato al telescopio. In seguito andrà applicata una staffa che fisserà il telescopio alla montatura. Ovviamente per lasciare libero il movimento del telescopio andrà interposto tra la staffa e la montatura un giunto a sfera.

E’ chiaro che nell’anello dove è serrata la staffa  è pressoché assente il movimento del tubo, l’anello è solo utile per allentare e riserrare il tubo magari solo con una vite delle tre. In conclusione sono rimasto molto soddisfatto dall’uso pratico di questa realizzazione, puntamenti a largo campo e rapidi,con tutta la sicurezza del tubo che non scivoli via. Sotto la foto della realizzazione.

Thursday the 17th. Custom text here - Joomla Templates