Gli Albori del Gruppo Astrofili Monte Subasio
Chi viene oggi a visitare l’osservatorio di Porziano si trova davanti a sei bellissime cupole contenenti altrettanti telescopi, uno dei più grandi osservatori astronomici privati d’italia. Ma dove e come sono stati mossi i primi passi, come era l’inizio di questa esperienza?
Marcello Scarponi ha ritrovato le foto che testimoniano l’inizio di tutto, la prima cupola e il primo telescopio. Tutto rigorosamente autocostruito. Andiamo a vedere.
Eccola in tutto il suo “primitivo”spendore. Era una struttura in lamiera piantata nel cortile di casa di uno dei fondatori. Comodo no? Esci di casa e sei in osservatorio!
Questa struttura conteneva al suo interno un bel Newton da 200mm f/7 autocostruito.
Gli specchi erano stati acquistati da Colombo, e installati in un tubo di fine acciaio verniciato in arancione. Vista l’epoca il telescopio funzionava solo in visuale. La          
montatura, anche questa autocostruita, aveva i motori sia per l’ascensione retta che per la declinazione. Non aveva la funzione di puntamento automatico, ovviamente, ma poteva puntare rapidamente gli      
oggetti controllando col cannocchiale di puntamento. Questi motori avevano una particolarità, oseremmo dire che già si vedeva il genio di Paolo Fagotti nella costruzione di montature astronomiche. Tramite un sistema a molle e pulegge era possibile variare la velocità in ascensione retta per passare da quella rapida per il puntamento a quella per la compensazione della rotazione terrestre, per mantenere inquadrato l’oggetto per lunghi periodi. Questo scambio di velocità avveniva tramite un pedale che andava ad azionare il sistema di pulegge prima citato. GENIALE!, non ci crederete ma funzionava piuttosto bene.
Nelle foto è possibile vedere il tutto e in particolare potete notare il pedale di cui abbiamo parlato.
Ci teniamo a dire che il tubo ottico in questione ha continuato a lavorare fino a pochissimo tempo fà come telescopio guida della cupola Lord Rosse. Al momento è stato smontato, ma ci siano riproposti di rimetterlo in funzione per l’utilizzo in visuale, cosi come era stato progettato all’inizio.
Grazie a Marcello Scarponi per averci aiutato a rivivere le nostre origini, incredibile quello che salta fuori riordinando la soffitta!